GIOVEDI' 8 MARZO
Presidio in piazza Cavour ore 17:00. Il tema della giornata sarà la precarietà al femminile.
IL MIO CONTRACCETTIVO?? LA PRECARIETA'.
Dalle ore 19:30 aperitivo e cena presso Officina Sociale Refugio, via Scali del Refugio, quartiere Venezia.
La cena prevede
antipasto
primo
dolci
una bevuta
10 euro
IL MIO CONTRACCETTIVO?
LA PRECARIETA'
Le donne rappresentano oltre il 50% dei lavoratori parasubordinati, con percentuali di periodi di permanenza nel precariato che sono oltre il doppio di quelli dei maschi.
Il gap tra i due sessi è molto profondo tenendo conto anche che le donne hanno un livello di istruzione superiore. La media delle retribuzioni delle donne è circa la metà di quella degli uomini: se si calcola che i parasubordinati hanno un reddito annuo di circa 14.000 euro, pari a 1.166 euro lordi mensili, quello delle donne arriva in media a 7.000, cioè 500 euro lordi mensili, quindi al di sotto della soglia di povertà. Dai dati verificati dal ministero del Lavoro emerge che le donne, però, pur avendo in media un titolo di studio più elevato, ricoprono meno professioni prestigiose e, in percentuale maggiore rispetto ai colleghi maschi, svolgono professioni senza qualifica. Una donna su cinque fa un lavoro che richiede una formazione inferiore a quella di cui è in possesso e le retribuzioni delle donne sono inferiori a quelle dei colleghi uomini: il gap va da 3.800 euro per i dipendenti a tempo indeterminato agli oltre 10.000 degli autonomi. Gli uomini hanno in media redditi superiori rispetto a quelli delle donne in tutte le forme contrattuali.
La nascita di un figlio toglie ancora oggi più di una donna su dieci dal mondo del lavoro. Il 40% delle donne che non lavora, lo fa per prendersi cura dei figli, mentre il 35% è scoraggiata dall'assenza di opportunità lavorative. Solo l'1,2% delle donne arriva ad avere 40 anni di contributi, il 9% arriva a una contribuzione fra i 35 e i 40 anni e ben il 52% è al di sotto dei 20 anni di contribuzione.
Insomma, mondo precario fatto di donne alle quali è negata la possibilità di progetti con scadenze superiori a quelle dei rispettivi contratti.